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L’ipertatuato culturista non ha mai nascosto l’uso di sostanze illecite per alimentare la sua enorme massa muscolare, ma ha sempre chiarito come, se fosse per lui stato possibile, non avrebbe mai più intrapreso quella tortuosa strada. Il bodybuilding, soprattutto a livello professionistico, è l’estremizzazione della ricerca della forma fisica. E’ la ricerca della massa muscolare estrema, abbinata alla definizione muscolare più spinta. Ad accentuare questo fenomeno, questa sorta di inevitabile equazione tra il bodybuilding e il doping non si risparmiano poi coloro che il bodybuilding lo praticano a livello amatoriale, ma le sostanze dopanti le usano ugualmente. È un fatto innegabile che numerosi bodybuilder di alto livello, sono morti a causa dell’uso di doping, spesso dopo un attacco cardiaco o qualche forma di insufficienza di organi interni come ad esempio i reni.

  • Prima della malattia Dean assumeva migliaia di calorie al giorno attraverso carne, energy drink, pizza e panini.
  • Sanno solo offendere, ma non hanno motivazioni logiche e reali da addurre a queste mie considerazioni.
  • In questo modo tale si garantisce un miglioramento nelle performance sportive.
  • Il doping nel bodybuilding viene utilizzato per fare gonfiare i muscoli, dando un aiuto extra all’allenamento, e di conseguenza la muscolatura rischia di non essere più armoniosa ma gonfiata, e in certi casi rovina completamente le forme del corpo.
  • Sarà l’autopsia a stabilire le ragioni della morte di Daniele Pozzi, il body builder morto a 23 anni in una stanza d’albergo a Padova nella notte tra domenica 22 e lunedì 23 settembre.

Mike Matarazzo è stato un grande campione, uno dei migliori al mondo, anche se non ha mai vinto il titolo di Mister Olympia. Mike Matarazzo è stato uno dei pochi professionisti che ha parlato apertamente del livello a cui si era arrivati nel mondo delle competizioni relativamente all’uso di doping. Negli anni ’80, il Dr. Robert Goldman iniziò a chiedere agli atleti di alto livello se accettassero un patto con il diavolo. Questo patto garantiva la vittoria in ogni competizione a cui partecipavano, ma garantiva anche la loro morte entro cinque anni.

Trovato morto Jeff Everson, noto bodybuilder americano: aveva ammesso uso steroidi

E’ morto nell’ospedale in cui era ricoverato, a fianco alla sua compagna. Lo ha ucciso lentamente un tumore al fegato, dopo quasi un anno di dura battaglia. Gli avevano dato tre settimane a Dean Wharmby, ex bodybuilder TB 500 2 mg Peptide Sciences prezzo che per anni ha assunto circa 10mila calorie al giorno, attraverso gli energy drink. Ha anche ammesso l’assunzione di steroidi, che lo avrebbero portato a quel male incurabile che gli ha distrutto lentamente il fegato.

Bodybuilder morti: la triste realtà del culturismo professionistico

Si pensi a quegli atleti kenioti che vincono regolarmente tutte le gare e vengono da un paese in cui il mercato degli anabolizzanti è fuori controllo… ”. A parlare è il maestro dello sport del Coni e tecnico Gabriello Castellacci, che da anni conduce una sua personale “crociata” contro il doping. Detto questo, molti si chiedono se l’EPO possa essere usato anche nel bodybuilding agonistico. La domanda pare assurda, in quanto nelle gare di bodybuilding non esiste in sé una prestazione… Ovviamente non è diffuso come i più noti farmaci anabolizzanti, ma certamente l’EPO viene usato a livello professionistico, mentre molto meno fra i dilettanti (a causa della non facile reperibilità sul mercato nero). Rich Piana ha partecipato a pochi show di bodybuilding, ma ha conquistato la ribalta del web, come già accaduto per Zyzz, diventando un imprenditore di successo con il marchio 5%.

Al crescere del dosaggio cresce la propria performance e si comincia a pensare di essere divenuti invincibili, non solo atleticamente, ma perfino rispetto alla morte, finendo col calcare sempre di più la mano, sino al verificarsi di quello che è inevitabile. Morire di doping è un’infamia, ed è considerato infamante sopratutto da chi utilizza sostanze dopanti. In alcuni ambienti, solo citare il doping a voce alta è sufficiente a far scaldare gli animi, qualcuno per esempio ricorderà la reazione violentissima di Mario Cipollini quando l’inviato della trasmissione “Le Iene”, chiese di giurare che non ne avrebbe fatto uso1. Purtroppo le competizioni premiavano i mostri di massa, e molti atleti, anche se dotati di una genetica meno favorevole, si buttarono nell’uso massiccio di sostanze dopanti per diventare anche loro dei mostri di massa. Sicuramente ci possono essere casi in cui, cause naturali sconosciute, siano state un fattore chiave nella morte, ma sembra essere una scusa comune che può portare giovani atleti a non credere che il doping sia mortale.

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